Il futuro del design (italiano) ci aspetta negli Emirati

Sembra strano a dirsi: “Il futuro del design italiano è negli Emirati Arabi”. Eppure, dai recenti dati economici e in vista di Expo 2020  – che si svolgerà a Dubai -, emerge che gli EAU hanno per le aziende italiane un enorme potenziale, soprattutto quelle dell’arredo e del design.  Perché se è vero che attualmente i mercati emergenti più nominati per questo settore sono Russia e Cina è altrettanto vero che il Medio Oriente è già un player importante per il nostro Paese

Quest’anno, decisamente controcorrente rispetto all’Europa e agli USA, il Pil è cresciuto del 4,5 per cento. Sempre nel 2014 l’Italia è stata tra i maggiori esportatori (settima a livello mondiale e terza a livello europeo) in Medio Oriente e Nord Africa. I dati risultano ancora più interessanti se circoscritti al settore dell’arredo. Nel 2012 ha costituito il 22 per cento dell’export totale, secondo soltanto alla meccanica strumentale.

Si consideri anche che il mercato degli EAU non è fine a se stesso; è un trampolino di lancio per tutta l’area del Golfo, del Medio Oriente e dell’India. I dati favorevoli non devono però semplificare una situazione che resta comunque complessa. Il mercato emiratino è molto diverso dal nostro e per entrarci bisogna conoscerlo. Molto apprezzate sono l’esclusività e il contract, e questo, per le imprese italiane, è un ottimo punto di partenza.

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