L’uffico tra 5 anni. Previsioni e idee

“Visions of Work”, la tavola rotonda organizzata a fine novembre da Assufficio è stata principalmente incentrata sulla visione dell’uffico da qui a 5 anni. Differenti approcci si sono adottati per concretizzare queste visioni in prodotti di serie adattabili alle varie realtà produttive dei vari mercati italiani ed internazionali. Questo vantaggio è dovuto anche alla doppia expertise di designer e anche alle varie visioni di progettisti di interios.

Renata Sias, specializzata nel design dell’ambiente di lavoro ha focalizzato l’attenzione verso l’eco­sostenibilità della catena produttiva, cercando di “imitare” le strategie di molte aziende straniere, dove l’uomo è al centro del progetto per un miglior living e comunicazione. Questo aspetto viene spesso tralasciato dalle aziende italiane.

Con l’adozione degli standard WELL gli elementi di interiors e il ruolo degli arredi prendono maggior valore nell’acquisizione di crediti e la sostenibilità diventando una condizione molto importante a confronto con i competitors.

Il terzo tema dominante è stato quello del workplace, dove una minor richiesta delle pareti divisorie è stato surclassato dall’esposione degli Office Pod: meno scrivanie e più locali funzionali, soprattutto con tipologie Sit- Stand e sistemi divano da posizionare nelle aree lounge, diventate sempre più spazi di lavoro e meno di relax.

Il mondo del lavoro è in continua evoluzione e pure il sistema di arredo diventa realmente flessibile e per questo l’ultimo punto d’interesse della tavola rotonda il focus del dibattito si è accesso sul valore culturale aggiunto di un arredo d’ufficio.

Come per una dimora, anche l’ufficio deve trasmettere emozioni.

“L’ambiente ufficio ha bisogno di più Poesia”, “Il workplace deve recuperare l’appealing che ha perso”. Mai dimenticare l’importanza dell’emulazione e dei media, dove tutto deve essere bello e richiamare l’attenzione. Spesso i clienti chiedono un uffico “uguale” a quello di Google, senza avere un idea chiara del processo realizzativo.

Lo scenario del presente si delinea in modo abbastanza chiaro, ma cosa succederà nei prossimi 5 anni?
Quali strategie dobbiamo adottare per essere innovativi?

La risposta la si può trovare con i big data, osservando i comportamenti, abbandonando archetipi acquisiti e paradigmi trovando risposte concrete verso nuovi stili di vita e lavoro, soprattutto orientati verso le nuove generazioni e startup che stanno tracciando i nuovi canoni estetici e di utilizzo dei beni di consumo.

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