Vita in ufficio “anti mal di testa”

Secondo i dati di una ricerca dell’Unità di Medicina del Lavoro dell’IRCCS Fondazione Maugeri di Pavia gli attacchi di mal di testa colpiscono soprattutto persone giovani, nel pieno della loro vita lavorativa, compromettendo il rendimento in ufficio. Le cefalee non sono da considerare un problema secondario o di scarsa importanza: al 15 per cento dei lavoratori capita di assentarsi per un mal di testa, se invece scelgono di restare alla scrivania la produttività cala del 35 per cento.

Tutto questo ha un costo non irrilevante, calcolato in circa 420 euro a testa all’anno di perdite economiche “da mal di testa”.

Lo studio sottolinea che anche l’ambiente di lavoro può favorire gli attacchi, per cui proprio da lì dovrebbero partire strategie di prevenzione. Bisogna agire sui fattori di rischio che provocano il mal di testa nei diversi casi. Nel caso in cui si svolga un lavoro a turni si deve fare attenzione a modificarli in maniera da alterare il meno possibile l’orologio biologico e minimizzare la probabilità di cefalea. Anche la postazione di lavoro fa la differenza: la posizione di testa, collo e schiena, la luce eccessiva, i rumori di troppo, gli sbalzi di temperatura sono elementi che possono contribuire a scatenare il mal di testa, per cui vanno tenuti sotto controllo assicurandosi che i lavoratori abbiano una scrivania e un ufficio adeguati. Infine, conta parecchio anche la sempre maggiore informatizzazione delle nostre vite. Internet ed email che ci raggiungono ovunque ci hanno reso più efficienti ma dobbiamo ricordarci che ogni tanto è bene staccare anche solo per un’ora.

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